Venti e maree

Siamo ancora a Faversham, però ora ci troviamo nell’Oare Creek, un meandro fangoso dove la nostra vita è regolata dalle maree di quasi cinque metri che si alternano ogni sei ore.
 
 
 
Anche in questi ultimi giorni abbiamo incontrato persone molto interessanti come Bob e Lena. Lui è inglese e lei svedese: vivono vendendo pezzi di ricambio per barche trovati in giro per il mondo.

La loro casa è nel cantiere navale di Faversham circondata da alcune delle più antiche barche d’Inghilterra.
 
 
In questo luogo magnifico si sta restaurando “Cambria”, una vecchia Thames Barge del 1906, utilizzando i finanziamenti della Lotteria Nazionale.

Qui i soldi vengono spesi bene, destinandoli a progetti che cercano di recuperare le tradizioni creando al contempo un indotto che possa generare nuovi posti di lavoro.
 
 
È un grande esempio da seguire in tutti i luoghi dove c’è acqua (fiumi, laghi, mari) e dove ci sono barche, senza perdere le tradizioni ma tramandandole e valorizzandole.

Il tempo è stato molto brutto con tanta pioggia e vento forte: ora rimane solo il vento e di notte si vedono benissimo tutte le stelle, anche se fa parecchio freddo (si scende fino ad 1 grado).

Speriamo che questo vento inizi a diminuire, anche se la bassa pressione mediterranea lo attira dalla Norvegia.
 
 
Non vediamo l’ora di attraversare la Manica. A presto.
 

 

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12 Responses to “Venti e maree”

  1. Lucagreyg scrive:

    ……e io che mi fregiavo di aver restaurato un gozzo ligure……però non ho mai vinto nessuna lotteria anzi ho lapidato tutti i miei risparmi……
    …se le cose hanno un anima chissà cosa direbbe quella di “Cambria”….
    ……bellissimo intervento complimenti, mi piacerebbe sapere come hanno calafatato il fasciame e quanto ne hanno cambiato…..
    ……e a proposito di posti di lavoro ne sono avanzati qualcuno???…..

  2. mauro gilda e marco scrive:

    forza Jacopo tieni duro che devi tornare ad allenare

  3. Giacomo scrive:

    Non so, prova a scrivergli.

    Per Mauro Gilda e marco
    Adesso Jacopo vi saluta

  4. federico scrive:

    vi ho conosciuti attraverso l’articolo del venerdì di repubblica, e vi invidio da matti. vi seguirò per tutto il percorso. magari ci vediamo sul danubio (noi lo faremo in bici da passau a budapest) ciao e buon vento per la manica.

  5. Giacomo scrive:

    Grazie fede, a presto quindi.

  6. roberto scrive:

    ho conosciuto il vostro progetto attraverso la trasmissione di radio2 “caterpillar” e da allora vi seguo attraverso questo blog ;purtroppo non vi posso accompagnare dal vivo ma attraverso voi mi piace guardare i luoghi e le persone da un punto di vista che la frenesia dei nostri tempi non ci permette…. grazie

  7. Giacomo scrive:

    Grazie Roberto,
    per noi è come averti a bordo, il tuo appoggio è importante. Non siamo soli e se solo pensi di essere con noi lo sei. Di notte almeno lo senti il freddo che sentiamo noi?

    Questi viaggi sono grandi maestri, la lentezza, l’attesa, le sorprese e la natura che non puoi sottomettere..

    A presto spero J&G

  8. Giacomo scrive:

    Ciao Mauro, Gilda e Marco, vi abbraccio con affetto!

    jacopo

  9. Gianpietro e Michela scrive:

    Ciao Jacopo (e Andrea),
    seguiamo sempre il vostro blog, i vostri spostamenti e le notizie. Siete forti ! …ed un grande coraggio ! Siamo con voi.
    Speriamo che il tempo sia più clemente nei prossimi giorni.
    A presto.
    (per Jacopo: ho portato Michela a S.Erasmo la domenica sbagliata, ma forse era quella giusta perchè è stato bello comunque…In bricola, ed in sala TV della cavana sono appesi tutti i vostri post)
    Un abbraccio.
    Gianpietro e Michela

  10. Alberto scrive:

    In Veneto si dice: “El tempo, el culo e i siori… i fa’ sempre quel che vol lori”: pazienza per l’attesa, che la Manica vi sia larga…
    Alberto

  11. Giacomo scrive:

    Grazie Michela, Gianpietro e Alberto,

    grazie di cuore. Siamo finalmente a Ramsgate!!! Ci siamo quasi!

    Un abbraccio forte, jacopo leggerà tra poco intanto riferisco.

  12. Lucia scrive:

    Ciao Giacomo, io e mio marito ti siamo vicini. A parte questo imprevisto del virus, siamo sicuri che riprenderai al più presto il tuo lungo viaggio. Sai, tornando ad aprile dalla Bulgaria avevamo pensato di navigare, lungo il Danubio fino ad Istanbul, anche noi, quindi, quando abbiamo letto, su il venerdì di Repubblica, della tua impresa ti abbiamo invidiato tanto. In attesa che tu ti riprenda ti auguriamo “in bocca al lupo”
    Ciao Lucia e Beppe

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