5,200 chilometri attraverso i fiumi d’Europa
Nel corso del viaggio, partito maggio 2011 da Londra ed arrivato ad Istanbul nell’ottobre 2012, Giacomo ha attraversato 15 paesi, inclusa l’Italia dove è stata varata la barca.
Ha dormito in barca sotto un telo tenda che si è costruito con vecchi teloni da camion che oggi non si usano più: sono in tela di Olona, cotone molto forte ed impermeabile.
Una stufa costruita da un amico fabbro, ricavata da una pentola lo ha aiutato a cucinare, a scaldarsi ed asciugare i panni nel freddo aprile del nord e a cuocere il pane che si farà con farine che lungo i luoghi troverà da contadini, coltivatori e mugnai attenti.
Ogni tanto ha anche fatto dei bei focherelli lungo le spiagge dei fiumi e del Mar Nero. Con attenzione.
Per il sostentamento si è affidato alla pesca e alla raccolta dei frutti, oltre all’aiuto che le persone lungo il percorso gli hanno offerto.
A bordo, cime, un coltello, attrezzatura per riparare le vele ed il legno, stufa, sacco a pelo, secchio di tela, due ancore, una zanzariera, un’amaca di telo di canapa, carte nautiche (poche) e libri, un acciarino, qualche vestito di riserva ed una cerata da pescatore.
Non gli è servito molto.
In ogni paese ha preso solo una foglia secca e raccolto qualche goccia d’acqua che ha conservato in 15 ampolline di vetro realizzate da un vetraio di Murano.
Ha passato circa duecento chiuse, la più grande in Serbia, quella delle Porte di Ferro, un tempo il punto più difficile della navigazione lungo il Danubio.
Poi tunnel, ponti sospesi dove la barca ha veleggiato a 30 metri d’altezza, più di 400 ponti sotto i quali è passata, circa 100 città, 4 capitali. 200 milioni di persone che vivono lungo i due fiumi più importanti d’Europa.
La barca è stata trasportata da Venezia a Londra da un corriere che si è offerto di lasciare uno spazio a bordo di un camion che aveva qualche metro cubo libero dalla merce che comunque doveva partire. In questo modo si sono ottimizzati i trasporti e non si è impattato ulteriomente sull’ambiente.
E’ stato un viaggio a bassa ed alta tecnologia nello stesso tempo. Non sono stati usati ricevitori satellitari ma solo il sole e le stelle, effettuando prevalentemente una navigazione semplice, costiera ed in acque protette. Grazie ai partner tecnologici è stato in grado di effettuare delle dirette da vari luoghi nei quali si è fermato per raccontare alla gente le cose viste nei chilometri precedenti.
L’energia elettrica necessaria a bordo per ricaricare il telefono necessario per parlare con le radio è stata fornita da un piccolo pannello solare. Il saper fare e l’attenzione hanno fatto il resto. Giacomo dice: ” Quando hai poco ti arrangi con poco”.
Giacomo è stato molto più dedito all’ascolto, all’osservazione, alla condivisione delle informazioni di chi ne sa più di lui.
che i sogni si avverino .e facciano posto ai prossimi
Ciao Giacomo,
a che punto siete?? a quando il varo?
Aspettiamo notizie
Un grande abbraccio
Ciao, che il vento possa riempire le tue vele ed la brezza sostenere i tuoi sogni.
Chissà che non ci si reincontri.
Saluti dalle alpi.
Lasciare sempre indietro gli incubi. E creare consapevolezza.
Buon viaggio
devo dire che sono stato letteralmente “folgorato”: senza saperlo condividevo i miei sogni con altri,,, veramente buona fortuna,,, un abbraccio
vi leggo, e respiro meglio! Buon vento!!
annamaria
Partiti? aspetteremo ogni giorno l’avanzamento di questa meravigliosa “impresa”! Buon vento intanto!
Grazie a tutti Voi. Siete con noi. Una piccola goccia all’inizio e poi il mare.
Siete dei grandi, la vostra passione è un pò in tutti noi , solamente
alcuni, come Voi, la intraprendono, un abbraccio fateci sepere come
state e dove siete.
am very much concern about giacomo and also am so delited about the journey and i am hundred percent so that gicomo will reach in peace and good health may god guide you.
in last two weeks past we are discusing about the journey of giacomo in our school asnada in milano, we got the story through the genorousity and the wellinness of our lovely teachers ,SARA,ALEXANDRA AND VALERIA we love them so much ,giacomo buona viaggio
Grazie Muhammed, shucran. It has a pleasure to be in your thoughts. We hope to meet you all very soon on the boat, or in your school when we will come back.
We love you all You are giving us a lot of energy
J&G
Grande Giorgio ma veramente si può fare. So vecio e neanche tanto in forma.
Ciao vecio (gnanca tanto!) Giacomo
ti ho ascoltato alla radio (Caterpillar) qualche settimana fa. Non avevo capito chi fossi e cosa facessi, ma ascoltandoti capivo che avevi appena attrarverstao un tunnel di 5000 metri in mezzo alla Francia e in barca. Ho fatto qualche ricerca su internet e ti ho beccato. Sono il presidente della RS Canottieri F. Querini di Venezia e come tale in passato ho organizzato delle spedizioni all’estero (ma anche in Italia) con barche vogate alla veneta. La Querini si è sempre distinta per decenni quale ambasciatrice della voga in giro per l’Europa (Danubio, Tamigi, Po) e da tempo sto meditando qualcosa di nuovo. Sto scrivendo queste righe di getto, senza aver ancora letto ed approfondito ciò che riguarda il tuo viaggio affascinante, ma conto di farlo a breve. Mi piace l’idea di poter navigare così a lungo in acque interne e se ne avria voglia quando rientrerai mi piacerebbe scambiare quattro chiacchiere. Per ora un abbraccio a distanza ed un caloroso in bocca al lupo.
Guido
Forza Giacomo,ammiro il tuo coraggio…. con tutta la mia famiglia ti seguiamo…….se riesci salutami i tuoi genitori
Grazie Guido e Grazie Charlie,
sono felice di “scatenare” le allegrie, solidarietà, amicizie e idee che sono in voi. Scusate il ritardo, non avevo più controllato questa pagina.
Un abbraccio