11 miglia nautiche – circa 20 km
Partiamo di buon mattino con un vento da ovest molto favorevole, issando la randa con due mani di terzaroli. In precedenza, gli amici del Sailing Club di Sheerness ci hanno confermato la loro grande gentilezza, portandoci fino alla barca con il gommone.
Dobbiamo confrontarci con una separazione dolorosa: a malincuore lasciamo la nostra stufa perché Clodia è stracolma e dobbiamo assicurarci che sia leggera e affidabile per la traversata della Manica.
Ma è un arrivederci, non un addio: prima o poi qualche amico ce la riporterà. A presto, calda compagna di viaggio!
La navigazione è fantastica: abbiamo solamente 11 miglia da percorrere, sempre col vento in poppa. In due ore e mezza raggiungiamo il canale che separa la bellissima isola di Sheppey da Withstable.
Rispettando la maledizione che ci accompagna da qualche giorno, nelle ultime due miglia del percorso il vento ci è nemico: o crolla o diventa troppo forte.
Il questo caso sparisce totalmente e ci mettiamo ai remi: poco dopo approdiamo sulla spiaggia di Whitstable.
C’è bassa marea quindi lasciamo Clodia su questo bellissimo tappeto di sabbia, ciottoli e valve di ostrica. Riusciamo ad incontrare quasi subito gli amici dello Yacht Club di Withstable che ci invitano prontamente ad entrare nel loro edificio.
Qui conosciamo un personaggio straordinario, Johnny Green, cognato di Roland Poltock, il nostro maestro d’ascia. Quello che non sappiamo è che Johnny era il manager di uno dei più famosi gruppi musicali britannici: i Clash.
Che sorpresa! Nel video che segue potete vedere la sua intervista.
Johnny ci invita nella sua casa meravigliosa che divide con alcuni figli, piena di libri, mappe, ricordi. Ora si è appassionato di ciclismo e scrive libri fantastici a riguardo.
Passiamo alcune giornate grandiose con Johnny, che ci ospita anche a cena. Una mattina, prestissimo, andiamo a visitare un allevamento di ostriche innovativo, gestito da John Bayez.
John cerca di riportare a Withstable le ostriche native, che nel tempo sono state scacciate da specie non autoctone: l’ambiente è affascinante e Massimo Di Nonno non perde l’occasione per scattare delle belle foto.

Ci viene addirittura regalato un sacco di ostriche freschissime che mangiamo a pranzo con immensa soddisfazione.
Le giornate trascorrono preparando la barca ed incontrando molte persone gentili.
La guardia costiera, ed in particolare un ufficiale di nome Colin, ci consiglia di procurarci alcuni oggetti per la traversata della Manica(ad esempio i nostri giubbotti di salvataggio sono inadeguati, inoltre ci mancano il riflettore radar e i razzi).
Attraversare la Manica non è uno scherzo, quindi stiamo cercando di preparare Clodia al meglio, usando questi giorni di attesa forzata causa maltempo per riposarci e per acquisire il maggior numero di informazioni possibile.
Siamo piccoli noi.
Whitstable è una città bellissima con persone molto cordiali. Ha ospitato la prima ferrovia al mondo nel 1830, la “Canterbury and Whitstable Railway”: quale luogo migliore dove fare tappa per un progetto sul viaggiare sostenibile!
Per concludere vogliamo ricordare Richard Green, un amico che ci ha molto aiutati. La sua azienda, Whistable Oyster Fishery Company, è molto impegnata nella protezione delle acque. Richard gestisce anche un delizioso ristorante dove il piatto forte è, naturalmente, a base di Ostriche dal suo allevamento. Ascoltate la storia delle Ostriche di Withstable direttamente dalle sue parole:
A presto.
Da Erith sotto un cielo grigio partiamo. Dopo pochi minuti inizia a piovere. Navighiamo veloci a vela, randa e mezzana, a circa 7 nodi. La corrente ce ne regala 3 e mezzo.
Il vento ce lo ritroviamo sul naso e il mare incomincia a diventare fastidioso. Cerchiamo di bolinare per un’ora e guadagnamo mezzo miglio ma poi la corrente cambia ed il vento rinforza.
Pochi minuti e siamo a riva. Alcuni soci e James Bell, il Commodore del Club, vengono ad accoglierci e con grande gentilezza ci offrono di ormeggiare ad una boa poco distante. Vado da solo e Jacopo mi raggiungerà poco dopo per portarmi a riva con un piccolo caicio.
In un battibaleno Jacopo riemerge e tira giù tutti i santi del paradiso e non solo. E’ talmente incazzato che gira il caicio di forza e si mette a trainarla a nuoto verso di me. Lo raggiungo dopo aver di nuovo mollato gli ormeggi e lo faccio salire (ipotermia non così lontana in queste acque) remo verso riva, con il gommone a traino pieno d’acqua.
Al mattino Tim ci sveglia (
Grazie Isle of Sheppey Sailing Club. You are our friends.
Scusatemi per il ritardo ma i giorni da Londra a qui sono stati intensi assai.
Al passaggio del meridiano zero di Greenwich ci troviamo con un bel vento al traverso ed issiamo finalmente la vela maestra. Sembra un auspicio positivo, ma subito dopo il vento ci torna sul naso…
Poi, dopo Tilbury, il Tamigi torna ad essere più naturale, anche se si vede che l’industrializzazione ha lasciato le sue tracce. Abbiamo la corrente dalla nostra per tutte e sei le ore di navigazione: la sua forza ci spinge verso il mare, malgrado il vento contrario.
Yes, of course!
Accendiamo la stufa e prepariamo un Cous Cous un po sciapo (siamo senza sale) e ci buttiamo in tenda sui gloriosi materassi in schiuma di mais che Stefania Carniato della Imbotex ci ha regalato.
Ce l’abbiamo fatta! Siamo arrivati a Londra, sotto il Tower Bridge (che, visto da sotto, bello proprio non è…)
Clodia è fantastica! Ancora qualche lavoretto e saremo pronti ad affrontare la Manica.
Anche al St. Katharine Docks, un ormeggio da favola sotto il London Bridge, dove siamo circondati da barche da sogno, le persone ci guardano con simpatia, vengono alla barca e ci parlano stupite e felici. Ci ringraziano per quello che facciamo: è una bella sensazione.
Ora sono a casa di Ali, mio vecchio compagno di università. La sua generosità nell’ospitarci ci ha emozionato. Grazie di tutto, per sempre, sia a lui sia a sua moglie Anne, due grandi amici.
Però prima voglio dire grazie ai pesci, ai cieli, all’aria al vento di questo paese civile e generoso.
Dopo i giorni a Wargrave al Bushnell Marina gli eventi sono stati frenetici. Colin Henwood, costruttore di barche mitiche sul Tamigi (vedi sito 
Stasera siamo arrivati a Chertsey, nel Surrey, dopo essere passati per Windsor (il castello è pazzesco!!!). Dopo l’ennesima chiusa, ne abbiamo passate una quindicina finora, andiamo alla ricerca di un attracco per la barca ed entriamo in un canale dove troviamo dei “liveaboard”, cioè delle barche costruite per essere la principale residenza dei proprietari.
Clodia va alla grande. Oggi con la sola mezzana abbiamo anche sfruttato il vento. Tanti incontri che vi racconterò quanto prima. Tutti sono molto incuriositi da noi e ci chiedono con vero entusiasmo di raccontare la nostra storia. Una persona ci ha hanche regalato 10 pounds, come inizio della raccolta fondi!